Federazione Coldiretti Caserta

Visita il sito Coldiretti Nazionale: www.coldiretti.it

Ricerca nel sito:

Ricerca avanzata

11/01/2011 - N.

Uova alla diossina, arriva dalla Germania il nuovo scandalo alimentare

Dopo il latte alla melamina e il maiale alla diossina, un nuovo scandalo alimentare torna a minacciare le tavole degli europei. L’allarme è partito stavolta della Germania. Un’azienda “correggeva” i propri mangimi destinati agli allevamenti con residui di olio di biodiesel. A farne le spesa sono state soprattutto le uova, nelle quali è stato scoperto un contenuto di diossina di 3-4 volte superiore alla soglia consentita, ma a rischio ci sarebbero anche il latte e la carne di pollo e di maiale.
Lo scandalo ha portato alla chiusura di oltre 4.700 allevamenti tedeschi di polli e maiali, mentre nel resto d’Europa è montata la preoccupazione sui prodotti provenienti dalla Germania. In Italia sono immediatamente scattati i controlli da parte dei Nas disposti dal Ministero della Salute. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, nei primi dieci mesi del 2010 sono state importate dalla Germania 2,7 milioni di chili di uova, in guscio,fresche, conservate o cotte), con un aumento del 12 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009.
Va però sottolineato che, fortunatamente per i cittadini consumatori, dal primo gennaio del 2004 è in vigore l’obbligo dell’etichettatura d’origine per le uova, che consente di distinguere tra l'altro la provenienza e il metodo di allevamento. In questo modo chi acquista italiano può stare al sicuro.
Un elemento che, unitamente al piano di controlli, ha rassicurato i cittadini, tanto che non si sono registrati cali nel consumo di uova, secondo un primo monitoraggio effettuato nelle strutture commerciali, anche se in molti hanno chiesto garanzie sulla provenienza nazionale con la richiesta di spiegazione del codice in etichetta obbligatorio.
“L’emergenza europea sulle uova alla diossina conferma – ha commentato la Coldiretti - l’importanza di estendere a tutti i prodotti l’obbligo di indicare l’origine in etichetta che attualmente riguarda circa la metà delle produzioni alimentari ed in particolare la carne bovina, la carne di pollo, il latte fresco, il miele, le uova, la frutta fresca, l’extravergine e la passata di pomodoro ma non la carne di maiale, la carne di agnello e di coniglio, la frutta trasformata, la pasta, il latte a lunga conservazione”.